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Report incontro “Alan Fabbri incontra la pesca sportiva ed amatoriale”

Ci sono persone che da anni lottano contro il bracconaggio indiscriminato. In una decina di anni hanno avuto il grande merito di portare alla luce questo “cancro” e di averlo sottoposto all’attenzione di pescatori, cittadini, amministratori, autorità. Decine e decine di articoli comparsi su quotidiani, riviste di settore, siti web. Innumerevoli filmati finiti sui telegiornali regionali, nazionali e su internet (e c’è chi nonostante tutto definiva il fatto come bufala estiva). Impossibile contare il numero delle segnalazioni telefoniche agli organi preposti. Decine e decine di incontri con autorità, con pescatori, tra le associazioni di pesca, e addirittura manifestazioni in piazza. Probabilmente l’ennesimo incontro svoltosi al Carpitaly 2015, Bracconaggio 2.0 (leggi qui il report), poteva sembrare l’ennesima riunione, una delle tante in dieci anni, le solite chiacchiere al vento, buoni propositi fini a se stessi che sarebbero finiti nel solito nulla di fatto.

Sequestro dei mezzi di trasporto e dei natanti (oltre alle attrezzature) usati dai bracconieri e multe più care, ritorno delle carpa tra le specie autoctone, possibilità dell’uso di pesce porzionato come esca

Queste sono le parole con le quali Alan Fabbri (capogruppo della Lega Nord in Regione Emilia Romagna) esordisce all’incontro di sabato 26 settembre presso “La terrazza sul Po” di Stellata (Fe), dimostrando come l’impegno preso durante “l’ennesima riunione” sia stato mantenuto fedelmente arrivando alla modifica della legge regionale sulla pesca n°11/2012 e sottolineando come esso non termini qui ma continui proprio grazie a questo incontro, in cui per la prima volta è la politica ad andare dai pescatori, non viceversa, per ascoltare proposte e problematiche direttamente da chi il problema bracconaggio lo subisce quotidianamente.

Parole, risultati ed impegni che rincuorano coloro che per dieci anni hanno profuso una quantità di energie e tempo inimmaginabili per arrivare a questo punto, e che solo coinvolgendo la politica sono riusciti ad ottenere, trovando un esponente che prendesse a cuore la causa.

Il discorso di Fabbri continua esponendo l’ennesimo problema: se ora la legge ha pene più severe con cui punire i bracconieri, a causa della legge Del Rio c’è il rischio che i corpi militari dediti alla vigilanza del territorio in materia ambientale e faunistica (Polizia Provinciale e Forestale) vengano smantellati, lasciando di fatto campo libero ai malviventi. Malviventi che per modus operandi, numero, mezzi ed organizzazione si riconoscono in una sola parola: mafia.

Alan Fabbri

Alan Fabbri

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Sala gremita

Interviene a ruota il deputato di Lega Nord Gianluca Pini, con la proposta anti-predoni che porterà in parlamento: “Introduce una fattispecie di reato contro l’ambiente legato al bracconaggio ittico che prevede, come pena accessoria, la distruzione di barche e attrezzature utilizzate per la pesca abusiva. L’articolato dà una definizione di pesca di frodo e degli strumenti non ammessi, specifica le tipologie di azioni passibili di denuncia penale e definisce nuove possibilità di intervento e tutele per le forze dell’ordine che combattono un business che pare essere in mano a criminalità organizzata dell’Est. Stiamo cercando di capire come inserire in articolato anche la definizione di patrimonio ittico quale patrimonio del demanio dello Stato. In questo modo potremmo ottenere maggiori tutele e maggiore severità nel colpire gli autori dei reati. La bozza del testo normativo è al vaglio di associazioni e rappresentanze di settore: vogliamo massima condivisione per una legge efficace e capace di dare risposte concrete”.

Gianluca Pini, deputato Lega Nord

Gianluca Pini, deputato Lega Nord

Il Sindaco di Bondeno Bergamini garantisce in ottica di vigilanza, il pieno supporto e sostegno logistico alle associazioni che vogliano occuparsi della sorveglianza dei fiumi e canali tramite operatori volontari opportunamente formati, per tentare di sopperire all’eventuale smantellamento dei corpi di polizia o sopperire al loro esiguo numero.

In questa ottica l’intervento dell’applaudito Comandante della Polizia Provinciale di Ferrara Claudio Castagnoli, che ha illustrato la situazione in cui sono costretti ad operare (togliendosi giustamente anche qualche sassolino dalla scarpa in riferimento all’editoriale di una rivista di settore): 7 soli uomini per un ricettacolo di 4000km di acque distribuite su un territorio vastissimo, operazioni eseguite non retribuite oltre l’orario di lavoro, minacce personali, elenco interminabile di attrezzature sequestrate, migliaia di euro di sanzioni non pagate. Alla luce di tutto ciò spiega come la collaborazione  con essi di tutti i pescatori sia fondamentale per tentare di fermare i bracconieri, segnalando a dovere eventuali azioni sospette a cui si dovesse assistere. Ancora più efficace sarebbe la creazione di un corpo di guardia pesca volontari, che hanno maggiori poteri ed autorità per far fronte a situazioni simili. Cita il caso di Marco Falciano dell’Unione Pescatori Estensi, che conseguirà il corso di Guardia Pesca Volontario a seguito del precedente impegno personale di ronda lungo i fiumi in cerca di bracconieri da segnalare alla Polizia. Nei giorni a seguire il Comandante Castagnoli ha provveduto a mandare presso la redazione di Carponline.it, la seguente mail:

Buongiorno e grazie a Ripamonti per le belle parole che mi ha tributato. Tuttavia proprio per quella vicinanza e stima che sento attorno ai miei colleghi, lancio una proposta, partendo sempre dal pensiero del Presidente Kennedy: “non chiederti cosa il tuo Pese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”. L’idea è quella che ogni pescatore, senza mai esporsi, annoti targhe e luoghi dove ha visto veicoli muoversi o persone agire in violazione delle regole, contribuendo così a creare una rete informativa senza uguali e convogliando queste notizie al mio indirizzo mail [email protected] . L’ideale, se laddove possibile, sarebbe anche quello di allegare foto ed una carta con il punto dove si è verificato l’episodio ed una descrizione dettagliata di quante erano le persone coinvolte. Non ci sono pregiudizi nei confronti di nessuno. Chi viene sorpreso a infrangere le leggi, soprattutto quando parliamo di metodi o attrezzi vietati, di qualunque nazionalità sia, va sanzionato e basta. Non so se questa idea potrà piacere, ma credo sia un modo per programmare interventi chirurgici, da parte delle Forza dell’Ordine, in alcune zone, ferma restando l’impossibilità di controllare alcune migliaia di chilometri di canali. E’ un progetto, sicuramente migliorabile, frutto della consapevolezza che con la conoscenza e lo scambio di informazioni si possono raggiungere risultati migliori. Non so quale sarà, e se ci sarà, un futuro per la polizia provinciale ed anche se si vorrà investire come uomini e mezzi, ma penso che sia dovere di chi indossa una divisa impegnarsi fino all’ultimo giorno anche per contrastare un fenomeno predatorio, sulla fauna ittica, senza eguali. Grazie ancora per le parole e le testimonianze di stima verso i miei uomini che sono davvero in gamba e si spendono tantissimo. Grazie anche per lo spazio concessomi e se avete suggerimenti per un più efficace contrasto questa è la mia mail.

Claudio Castagnoli Comandante Polizia Provinciale Ferrara.

Presente anche Matteo De Falco (direttore del canale Caccia e pesca di Sky), il quale ha esordito mettendo subito da parte ogni discorso idealista, sottolineando l’aspetto puramente materiale della pesca: l’indotto economico di centinaia di milioni di euro che genera e che rischia di scomparire ora che il 60% del patrimonio ittico è stato spazzato via. A suo sostegno anche Roberto Ripamonti (direttore di Cartoline), il quale aggiunge totale dissenso verso l’accanimento legislativo contro le specie alloctone in un’areale dove il 90% delle specie non è autoctono e nel quale vent’anni di divieto di re-immissione di essi non ha portato ad alcun risultato, se non la situazione paradossale in cui ci si trova, in cui un potenziale paradiso della pesca che potrebbe essere oggetto di turismo da parte di pescatori italiani ed europei generando un’indotto economico sostanzioso (in un periodo storico in cui più che mai vi è bisogno di lavoro), è bistrattato e lasciato morire nell’indifferenza più totale.

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Roberto Ripamonti, Carponline

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Matteo De Falco, Caccia e pesca Sky

A seguire anche gli interventi del Presidente della Provincia di Rovigo Massimo Trombini, l’assessore della Regione Veneto Cristiano Corazzari, Alessandro Pagliarini, operatore commerciale del settore pesca sportiva, e Massimo Rossi di Fipsas, Agostino Zurma Presidente di CFI. Testimonianze inoltre del pubblico e di alcuni esponenti di aziende produttrici e pescaturismo.

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Partecipanti

Presenti all’evento oltre 150 pescatori. L’evento era reclamizzato da quasi un mese ed ubicato tra due delle provincie con il maggior numero di acque pescabili d’Italia (Rovigo e Ferrara), le più colpite dal bracconaggio ma al contempo ricche di pescatori. Centocinquanta pescatori sono senz’altro un bel numero, ma a guardarsi attorno i volti sono spesso gli stessi che si vedono alle “ennesime riunioni“, e pochi rispetto al bacino di pescatori dell’areale. Questo per dire che su Facebook è tanto facile fare la voce grossa contro il bracconaggio e le leggi regionali, ma nella realtà anche se viene richiesta la cosa più semplice di questo mondo come la presenza (non parlare con le autorità, non tenere un discorso, o altro di più impegnativo), questa sembra troppo dispendiosa, faticosa o difficoltosa, e viene da chiedersi quanti in realtà sono veramente interessati alla salvaguardia del patrimonio ittico.

Alla luce delle promesse mantenute e dell’impegno che continuerà ad essere profuso per salvare quello che rimane del nostro patrimonio ittico, non possiamo che riporre la nostra fiducia in coloro che negli anni fino ad ora non hanno mai mollato e si sono sempre impegnati a cercare ogni strada che potesse portare ad una soluzione, così come non possiamo non riporla in quelle forze politiche che sostengono questa causa. Quello che si spera è che possano essere attuate le soluzioni ed i provvedimenti il prima possibile, giusto perché all’indomani dell’incontro, quello che vedete in foto è ciò che un pescatore ha trovato negli ultimi km del fiume Mincio, poco prima dello sbocco nel Grande Fiume:

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Cordini con amo e ancoretta in cui erano innescate carpe. Collocati abilmente tra i rami del sottosponda. Opera di bracconieri. Ogni minuto che passa è pesce che viene sottratto alle generazioni future. Il tempo sta per finire.