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Tre uomini e una barca

Durante la primavera la pesca con la break line è sicuramente una delle tecniche più piacevoli da effettuare, sia per quello che riguarda le temperature, sia per l’assenza di zanzare, ed ovviamente per l’elevato numero di catture possibili. Tuttavia il periodo è ovviamente ottimo per insidiare il siluro anche con altre tecniche, come il vertical o il fireball da barca. Così dopo diversi week end dedicati alla pesca da riva, era giunto il momento di dedicare assieme a Roberto e Riccardo, due giorni alla pesca dalla barca.

L’inizio non è dei più promettenti: lo scivolo è inagibile causa le recenti piene che lo hanno ricoperto di terra, di conseguenza dobbiamo spostarci di decine di km dalla zona prescelta alla ricerca di scivoli agibili, perdendo prezioso tempo strappato alla pesca. Come se non bastasse il caldo dei giorni precedenti ha lasciato spazio a temperature più rigide e ad un fastidioso vento costante che sposta poco promettenti ammassi nuvolosi. L’aspetto positivo, oltre alla stagione, è la costante portata del fiume.

Trovato uno scivolo agibile, eseguito l’alaggio della barca, siamo pronti ad affrontare questi due giorni di pesca dalla barca. Come preannunciato le tecniche scelte sono il vertical ed il fireball, con le loro varianti vivo/gomma.

Montature da vertical e fireball pronte

Montature da vertical e fireball pronte

Le recenti piene hanno stravolto il fondale, cambiandone la profondità, facendo sparire anse e creando nuove derive. Inizialmente siamo un po’ spaesati ed è necessario studiare la nuova conformazione del fondale. Così le prime derive risultano poco fruttuose nonostante promettenti saliscendi del fondo e una corrente perfetta. Anche l’ecoscandaglio non mostra presenza di pesci. Poi all’improvviso Roberto sente trattenere la sua esca, attende qualche secondo e ferra deciso. Combattimento rapido e primo siluro a glowing:

Prima cattura di Roberto

Prima cattura di Roberto

Rilasciato con cura il siluro, tentiamo nuovamente le derive a noi conosciute senza ottenere altri risultati. Decidiamo così di ancorarci, pranzare, riposare e tentare di pescare a feeder qualche esca, sfruttando le ore centrali della giornata in cui i siluri si muovono solitamente meno. Purtroppo verso sera si intensifica un freddo vento che ci rende improbabile pescare correttamente.

Riccardo durante l'azione di pesca

Riccardo durante l’azione di pesca

Il cielo spazzato dalla nuvole

Il cielo su di noi

Il cielo su di noi

Decidiamo quindi di sospendere per questa giornata la pesca, rientrando al pontile. La vicinanza dei pontili ai centri abitata è un vero toccasana enonchè risorsa da sfruttare in occasioni simili. Ci rifugiamo in pizzeria per scaldarci un po’ e mangiare un pasto caldo prima di ritornare sul fiume a dormire nelle tende in attesa dell’alba di domenica.

L'alba sul Grande Fiume

L’alba sul Grande Fiume

Un  sole infuocato tenta di farsi largo tra le dense nubi. Noi siamo pronti ad affrontare questa ennesima giornata, sperando in qualche cattura in più.

Roberto scruta l'alba all'orizzonte

Roberto scruta l’alba all’orizzonte

Carichiamo l’attrezzatura in barca e ripartiamo verso le nostre derive, accompagnati da qualche goccia di pioggia , sperando di non dover concludere anzitempo la pescata.  Se Roberto e Riccardo si dedicano al fireball, io tento un po’ di vertical con la gomma (la gomma proteica di Loris per essere precisi), giusto per variare e verificare se i siluri desiderassero qualcosa di diverso. Durante la prima deriva vedo Roberto far saltellare l’esca innescata a fireball come nella pesca a vertical: mi viene quindi spontaneo consigliargli di non fare saltellare l’esca, ma tenerla semplicemente staccata qualche centimetro dal fondo e lasciare che sia essa a muoversi. Passeranno una ventina di secondi da quando Roberto esegue il movimento da ma indicato, che la sua esca si ferma, trattenuta da qualcosa. Roberto attende e ferra deciso. Inizialmente il siluro da piccole testate, facendoci pensare ad una taglia simile a quella del giorno precedente. Una poderosa ripartenza invece ci fa ricredere, e la fatica espressa da Roberto ci fa pensare col passare dei minuti che probabilmente abbiamo a che fare con qualcosa di più grande. Ipotesi confermata dopo una decina di minuti, quando il siluro aggalla ed effettuiamo il glowing di rito. Siluro abbondantemente sopra ai due metri! Ci spostiamo così nella vicina spiaggia per un primo bagno nel Grande Fiume per le foto di rito.

Roberto con la sua cattura

Roberto con la sua cattura

Roberto con la sua cattura

Roberto con la sua cattura

Roberto e Riccardo

Roberto e Riccardo

Roberto e Riccardo

Roberto e Riccardo

Dopo il rilascio preceduto dalla necessaria riossigenazione riprendiamo la pesca. Stranamente non si vede un arco sul monitor dell’ecoscandaglio e come se non bastasse ritorna il vento, rendendo difficile la pesca. Nel primo pomeriggio ritorniamo verso il pontile.

Ritorno faticoso

Ritorno faticoso

Chiedo di poter giocare un’ultima carta presso i piloni di un ponte. Innesco un grosso grub ed inizio a scandagliare i dintorni dei piloni. Il primo gruppo non dà risultati.. ci spostiamo quindi sul secondo gruppo, inavvicinabili causa un enorme isola di legna. Con il motore elettrico tento di costeggiarla e lascio scende in profondità l’esca. Durante la discesa sento un forte attacco e il mulinello cedere filo: ha abboccato! L’euforia dell’intuizione e della mangiata dura tuttavia pochi secondi, e il siluro si slama. Peccato, perché poteva rendere meno amara una due giorni avara di catture e dal meteo avverso. Visto la cattura di Roberto non possiamo comunque lamentarci! Ringrazio Riccardo e Roberto per la pescata, dandoci appuntamento a breve per la replica!