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“Mantova Lake” un lago di emozioni…

Da tempo avevo in programma un’uscita di pesca con l’amico Mirko. Viste le pessime condizioni del Grande Fiume, l’occasione era  giusta per trovarci presso i laghi di Mantova per trascorrere una bella e soleggiata giornata di pesca in compagnia.

L’appuntamento è alle 8,30 presso il porticciolo, la giornata è grigia e un timido sole cerca un varco tra le nubi per riscaldarci con i suoi raggi, questa primavera fredda e piovosa sembra giunta al termine e noi, smaniosi come dei ragazzini, carichiamo velocemente la barca e ci portiamo in zona di pesca. Giunti sul posto, Mirko decide di cercare qualche siluro a vertical, Vladi invece, decide di cominciare a pescare con la tecnica del morto manovrato. Dal canto mio, bramo dalla voglia di agganciare qualche aspio, o meglio ancora, qualche cheppia pescando a mosca nel correntone della cascata, ma come scoprirò presto, le cheppie sono totalmente assenti e gli aspi, forse a causa dell’acqua “marcia”, sembrano non gradire il mio artificiale  nemmeno quando cambiando tecnica provo ad insidiarli a spinning. Quasi subito Mirko aggancia il primo pesce della giornata, un siluro di piccola taglia che dopo un breve combattimento aggalla e viene in barca per la foto di rito. Poco più tardi tocca all’amico Vladi ferrare un siluro, sempre di taglia modesta, ma l’attrezzatura leggera che stava usando lo impegna, o meglio lo fa divertire di più nel combattimento.

Siluro ingannato con la tecnica del vertical

Siluro ingannato con la tecnica del vertical

Vladi in azione di pesca

Vladi in azione di pesca

Dopo circa un paio d’ore, vista la scarsa collaborazione dei pesci, decidiamo di cambiare zona, ci portiamo verso una buca sugli 8 metri e decido di provare la pesca a dinamica con l’ausilio del clonk. La zona è piena di cefali, li sento spesso sbattere sul trecciato e solo qualche piccolo siluro sale attratto dal clonk, senza mostrare interesse per la mia esca. Così dopo una mezz’ora ci dirigiamo verso un’altra zona di pesca. Mirko continua imperterrito la sua azione a vertical, Vladi sempre a manovrato e io, che non trovo pace, lancio a spinning dando fondo agli artificiali della mia valigetta, quando finalmente un aspio di media taglia attacca sullo shad rap. Poco più tardi avrò una bella sorpresa: con un Fat Rap giallo fluo aggancio il mio primo Lucioperca a spinning. Sembrerà strano, ma nonostante qualche centinaio di perca catturati negli anni, non mi era mai capitato di agganciarne uno con una hard bait, ma sempre pescandoli a manovrato con il morto o con la gomma, su teste piombate.

Lucioperca caduto su un artificiale da spinning

Lucioperca caduto su un artificiale da spinning

Poco più tardi vedo ferrare l’amico Vladi e guardo con incertezza il combattimento. Lui è convinto di avere agganciato un perca, ma da come piega la canna deve essere di taglia notevole. Poco dopo infatti aggalla uno splendido esemplare che alla misurazione ferma il metro ad 80 cm esatti. Sarà l’ultima cattura della giornata.

Primo Piano del Luccioperca

Primo Piano del Luccioperca

Il perca in tutti i suoi 80 cm di splendore

Il perca in tutti i suoi 80 cm di splendore

Concludendo ritengo sia stata un bella giornata di pesca, soleggiata e calda come non si vedeva da tempo ed abbiamo catturato tre varietà di predatori, siluro, aspio e lucioperca. L’unica nota dolente è stata la qualità dell’acqua che giudicarla “marcia” è farle un complimento Inoltre, la diga di Formigosa chiusa a causa dei livelli di piena a valle, non consentiva di certo un buon riciclo e questo ha sicuramente aggravato la situazione.

Vi lascio ora alla visione del video che ho realizzato.

Ciao a tutti ed alla prossima avventura!

 

Fabio Benetti