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Una notte tra zanzare e corrente

È giovedì e nella mia testa comincia a muoversi il “pistone” della pesca.
Comincio quindi a pensare a quale spot affrontare, sperando di trovare le condizioni ideali.
La mia scelta ricade su un canale di Po che conosco e che, già in passato, mi ha regalato soddisfazioni.
Decido quindi di partire per un giro di perlustrazione.
Le condizioni sono buone, c’è molto fango ed il fiume è in calo, ma entra ancora acqua nel canale creando tanta corrente.

Fango ne abbiamo?

Decido quindi che è il momento ed il posto giusto: si parte.
Giusto il tempo di arrivare sullo spot scelto e vengo sorpreso da un temporale, la cosa mi aggrada molto.

Decido di mettermi a 200 metri dall’imbocco del canale, su una curva secca.
Il temporale si spegne ed a farmi compagnia restano solo le zanzare e tanto, tanto fango.

Imposto la mia pescata così: alla mia sinistra si trovano delle piante ed alcune di esse sono semi sommerse; lì l’acqua fa un buon rigiro di corrente. Alla mia destra c’è invece l’entrata del canale, il punto preciso dove il Grande Fiume si immette. Davanti il canale, con altre piante sommerse o a pelo d’acqua.

Pesco con due canne a break ed una a pietra.
Sulla mia sinistra, attaccandomi ad una pianta, calo una canna a break dando circa un metro d’acqua alla boa, che resta nel mezzo del rigiro. La seconda break la posiziono invece in prossimità dell’ingresso del canale, su una pianta portata dalla piena ed arenatasi su una secca.
Dirigendomi verso la pianta, sento il mio motore, un mercury 2.5 cv 4 tempi del 2000, che comincia a fare i capricci.
Dopo qualche minuto di “preghiere”, il motore riparte come se nulla fosse.
Decido quindi di tranquillizzarmi e posiziono l’esca con un cordino. Lascio scorrere l’asola per un metro, metro e mezzo. Lego il tutto, calo l’esca e torno alla base.
L’ultima canna decido di metterla a pietra in pieno canale e con l’ecoscandaglio, un Garmin Striker 5, trovo un buco che passa da 3 a 5.5 metri. Lascio quindi cadere la pietra stando ben attento al terminale con l’esca, in modo da evitare eventuali grovigli. Mentre faccio questa operazione, penso tra me e me “questo è un buon punto, se un siluro passa è obbligato a mangiare“.
Immerso nel mio pensiero, sento che il motore ricomincia a far capricci, ma fortunatamente riesco a tornare a riva, senza “scomodare i santi”.

Tornato sano e salvo a riva

Controllato il motore e fatto ripartire, decido di fare un giro di controllo esche così da poter finalmente rilassarmi a riva.
Ma, purtroppo, rilassarsi in queste circostanze è impossibile e sono costretto a combattere costantemente con sciami di zanzare che non mi danno tregua.
Acceso qualche zampirone, l’atmosfera si distende e finalmente posso godermi una birra ghiacciata ed una grigliata di carne fatta sul momento.
Osservo il sole tramontare e, speranzoso, guardo le mie Zeck Pro Cat Boat. Non vedo l’ora di vederle piegare.

Attesa

Sereno e soddisfatto del mio operato mi addormento tranquillo.

In pesca

 

 

 

 

 

 

 

 

Mulinelli capienti

Sono circa le 3.00 di notte quando sento il mio segnalatore che comincia a bippare. Esco dalla tenda e la canna piazzata a pietra si sbrecca. Inizia la lotta!Il tempo di sentire un paio di testate date dal siluro ed sono già negli waders, pronto per attraversare il fango, prendere il gommone ed uscire per combattere il pesce.

Raggiungo il siluro e soddisfatto lo salpo a bordo. Trovo una secca, faccio due foto e lo rilascio.

Selfie con il siluro

Selfie con il siluro

Glowing

Glowing

 

Nel frattempo, un gruppo di zanzare affamate attenta alla mia salute.
Cerco di accendere il motore e di scappare via ma ecco il momento in cui mio motore decide definitivamente di mollarmi. Afferro i remi e, con molta difficoltà, torno a riva.

Arriva il giorno. Smonto il campo base e porto subito il motore dal meccanico.
Lentamente lavo tutta la mia attrezzatura e godo del ricordo di un’altra notte magica.Ringrazio Mercury Italia che, nonostante tutto, mi ha riservato un’assistenza abbastanza celere ed ora il motore è come nuovo.