Crea sito

Una grossa sorpresa

La stagione fredda è sempre stata la mia preferita, così ancora una volta in compagnia dell’amico Vladi mi ritrovo lungo le rive del grande fiume Po per una giornata di pesca con il morto manovrato, nella speranza di ottenere una grossa sorpresa.

Verso le 9 del mattino è ancora la brina a fare da padrona, ma non ci scoraggiamo ed  illuminati da un timido sole, carichiamo la nostra barca pieni di buone speranze per l’uscita che da tempo avevamo programmato. Appena giunti nella zona che volevamo sondare per prima, dopo pochi minuti, nell’avvertire un’attacco sulla mia esca, ferro prontamente ma non vado a segno e dalle tracce inconfondibili dei canini intuisco essere stata attaccata da un perca di media taglia. Infatti qualche secondo più tardi Vladi ferra prontamente ed incanna un pesce poco sopra il kg che mostra sul corpo evidenti segni dell’attacco di un grosso perca. Esso presenta due profonde ferite lungo il fianco e due fori sotto nella pancia: ci sorprende come un pesce in quelle condizioni possa aver cacciato sull’esca, ma allo stesso tempo bramiamo dal desiderio di trovare il padrone di una simile dentatura.

Con molto entusiasmo, proseguiamo la nostra deriva e alcuni metri più a valle riesco a ferrare correttamente il mio primo pesce della giornata: un bel perca di circa 3 kg finisce così nel mio ampio guadino  in attesa di essere immortalato per le foto di rito e rilasciato nel suo ambiente.

Perca invernale caduto sul mort maniè

Perca invernale caduto sul mort maniè

La mattinata scorre tranquilla per un paio d’ore e noi continuiamo imperterriti nella nostra azione di pesca quando subito dopo un lancio, sento la classica “botta in canna” e anche questa volta mi trova pronto nella ferrata. La resistenza con la quale il pesce risponde alla mia trazione mi fa pensare ad un grosso perca, ma poco dopo grazie al fondale di circa 3 metri riesco a sollevare il pesce e tra l’acqua velata scorgo la sagoma inconfondibile di una grossa carpa regina, che fortunatamente entra comoda nel mio grande guadino (Savage Gear XL). Alla pesatura farà fermare l’ago della bilancia sui 12,5 kg. Essendo la seconda volta che ci capita di agganciare un carpa pescando a morto manovrato, non posso che constatare come questo pesce onnivoro, nella stagione fredda non si faccia scappare l’occasione per banchettare anche con un pesce morto, sicuramente molto ricco di sostanze nutrienti. Come per mia abitudine anche questa vera Regina del Po, dopo le foto di rito, torna libera in acqua e dalla codata con la quale mi saluta sembra godere di ottima salute, spero possa in futuro regalare le stesse emozioni a qualcun’altro.

Una carpa a mort maniè non capita tutti  giorni

Una carpa a mort maniè non capita tutti giorni

Subito dopo aver rilasciato la splendida carpa, facciamo un veloce punto della situazione e decidiamo di cambiare spot andando a sondare un altro tratto del grande fiume che in passato qualche bella soddisfazione ci aveva regalato. Al terzo passaggio infatti, Vladi ferra un bel pesce, che, sarà per la taglia, si difende molto bene, ed infatti appena aggalla lo stimiamo sui 5 kg. Sfortunatamente per l’amico però, si slama proprio a tiro di guadino, riguadagnando il fondale. Delusi ed amareggiati per la cattura mancata di un soffio, facciamo mente locale e decidiamo di portarci a monte di qualche km, in un punto dove il fiume forma una bella rientranza e dove un paio d’anni fa stavamo pescando con l’amico Luca Borsari, quando esso agganciò un bellissimo Perca. Dopo una ventina di minuti al canto del mio Johnson 15 cavalli arriviamo a destinazione. Il livello è buono e ci mettiamo in pesca dietro la massicciata del pennello: in quel punto la corrente forma un rigiro molto ampio. Così cominciamo a sondare con le nostre “testine” il fondo, tenendo sotto controllo l’ecoscandaglio e cercando di individuare l’inizio del gradino di fondale e qualche asperità dove si possa nascondere il nostro predatore.

Gira che ti rigira la corrente, appena ci sporgiamo su di un salto di fondale che dai 4 arrivava fino ai 13 mt., sento una pronta ferrata del Vladi e la classica sua esclamazione “ce l’ho” e qui la risposta del pesce ci toglie subito ogni ragionevole dubbio. Dall’altra parte della lenza ha abboccato un grosso pesce siluro e con l’attrezzatura leggera che ci ritroviamo non sarà un tiro alla fune, ma una vera lotta di resistenza. Il pesce si porta sul rigiro del fondale a 13 metri e sembra non avere nessuna intenzione di  muoversi da dentro casa sua, io dal canto mio con il motore elettrico cerco di guadagnare la corrente principale del fiume in modo da trascinarlo in zona più sicura su fondo sabbioso e libero da ostacoli. Nel frattempo raccomando all’amico Vladi di non forzare troppo, cercando così di evitare la rottura dell’esile lenza. Fortunatamente il pesce si muove e decide di seguirci in corrente, riesco così a tenermi a centro fiume e posso anche riprendere con la videocamera l’amico impegnato nella sua lotta, che con lo scorrere del tempo, vedendo il rilascio di bolle sempre più frequente del grosso pesce, ci fa ben sperare. Dopo 40 interminabili minuti di lotta e qualche km di fiume, il siluro viene a galla e noi siamo al settimo cielo! E’ veramente un pesce maestoso, lo stimiamo sopra i 2 metri. Capisco quindi che è giunto il mio momento, così spengo la videocamera ed afferro il pesce per la mascella assicurandolo al classico cordino, puntiamo poi in fretta la spiaggia davanti a noi per le foto, dove ci seguiranno anche 3 amici che si trovavano a pescare in barca proprio li in zona. Giunti sulla riva alla misurazione il pesce risulterà un bel 214 cm, molto largo e grasso, un pesce sui 70 kg.

Primo piano della cattura

Primo piano della cattura

Il siluro in tutta la sua lunghezza

Il siluro in tutta la sua lunghezza

A vedere l’attrezzatura sembra quasi incredibile che possa aver retto al combattimento con un pesce di tali dimensioni. Siluro che dopo le foto riossigeno subito in acqua e  lascio legato per circa una mezz’oretta, dandogli modo di riprendere interamente la forze prima di essere lasciato libero di affrontare il proprio destino, nel fiume.

Non mi rimane che lasciarvi alla visione del video che ho realizzato ed affermando ancora una volta che il Grande Fiume Po ci ha fatto una grossa sorpresa!

Attrezzatura

Vladi:  Canna Team Daiwa Italy  10-40 gr. , mulinello Shimano Twin Power 4000, trecciato Power Pro 20 lbs, finale fluorcarbon Seaguar 0,40 da 20 lbs.

Fabio:  Canna Daiwa Shogun 15-50 gr. , mulinello Daiwa Infinity 3000XP,  trecciato Spiderwire 20 lbs ,finale fluorcarbon Seaguar 0,40 da 20 lbs.

 Testi e Foto di Fabio©Benetti