Una Spagna amara

Il Fiume Ebro in Spagna, da un decennio meta di siluristi di ogni parte dell’Europa, è a giusta ragione chiamato la Mecca del siluro. Quegli altopiani striati tutti uguali e allineati, i coloriti canyon tra cui si snodano le strade, l’assenza di vegetazione dovuta al clima secco che si contrappone alle distese infinite di frutteti, le azzurre acque dell’Embalse, la famosa promenade di Mequinenza con i suoi siluri giganti, albini e mandarini, l’incredibile potere dei pellet, le miriadi di mangiate durante il giorno di Chiprana, la falesia.. Questi sono alcuni degli elementi che hanno reso l’Ebro una meta unica nel suo genere. Non bisogna però cascare nel tranello di pensare che qui il siluro sia facile da catturare. Il livello del fiume e la temperatura dell’acqua possono giocare brutti scherzi, senza dimenticarci l’elevata pressione di pesca costante ad opera delle guide di pesca durante la settimana e dei locali nei week end.

Dopo due anni di assenza dalle sponde dell’Ebro (l’ultima nel 2011, dopo le spedizioni del 2009 e 2010), siamo riusciti in extremis a riorganizzare la quarta missione in terra spagnola. Se le scorse volte la formula scelta era l’appartamento a Mequinenza (con annessa pescata serale in promenade, e trasferta diurna a Chiprana), quest’anno, complice la scelta del camper, l’idea era quella di accamparsi per tutta la durata della spedizione lungo il fiume nei pressi di Chiprana, per godersi quindi la natura ed i possibili combattimenti alla luce del sole, cosa che lungo la promenade è difficile assistere (almeno a livello di numero di partenze), oltre a trovarsi in attesa lungo un marciapiede.

Venerdì 3 giugno alle ore 20 la partenza da Modena per me, Claudio e Gabriele e prima sosta a Piacenza a raccogliere il quarto componente della missione, Alessandro. Il camper rende più confortevole il lungo viaggio (in genere 14-16 ore), permettendo di riposare comodamente ed ingannare il tempo costruendo i terminali da utilizzare in pesca ad esempio. Di contro ha la bassa velocità di crociera, che allunga i tempi di percorrenza., e il maggior fabbisogno di carburante (fortunatamente in Francia, e specialmente in Spagna costa meno).

Arriviamo a Mequinenza per ora di pranzo e ne approfittiamo per acquistare qualche sacco di pellets in uno dei negozi presenti lungo la strada e pranzare con vista Segre. Sarà forse giorno di “cambio”, ma lungo la promenade non c’è quasi nessuno in pesca, così come poco è il movimento di pescatori nella piccola cittadina. Ha chiuso anche un negozio di pesca. Inoltre il Segre è veramente alto, quasi a bordo del muretto della promenade!

Arrivo!

Arrivo!

Il Segre visto dal camper a Mequinenza

Il Segre visto dal camper a Mequinenza

Riprendiamo il nostro viaggio per percorrere gli ultimi 50 km che ci separano da Chiprana. Kilometri da percorrere in mezzo a spettacolari canyon, colline brulle intervallate da frutteti o piccoli scorci dell’acqua azzurra dell’Embalse che forma l’Ebro a causa della diga presente nei pressi di Mequinenza.

Rio Ebro a monte di Chiprana

Rio Ebro a monte di Chiprana

Chiprana è un piccolo paese arroccato su un promontorio a picco sul fiume. Case sbiadite e poco curate, un bar, un mini market ed una parrucchiera.

Chiprana

Chiprana

Grazie alla risorsa pesca anche qui si possono trovare persone che vendono pellets o affittano camere o addirittura i loro appezzamenti privati di terreno sul fiume, spesso attrezzati con gazebo, frigo e barbecue. Questo perché sempre più turisti pescatori sono stanchi e disgustati di dover pescare nei tratti dove nei week end si riversano i locali e i numerosi pescatori di origine rumena, che come in Italia hanno la pessima abitudine di lasciare sul posto di pesca montagne di rifiuti, resti di pesci pescati e consumati sul posto (per la gioia di milioni di mosche) ed escrementi. La cosa strabiliante è che che a loro tutto ciò non reca il minimo fastidio, accampandosi tranquillamente in mezzo a tutto ciò, facendoci giocare i propri bambini. Come se non bastasse, le guide del posto ci raccontano che sempre più rumeni vengono a pescare in Spagna trattenendo tutti i siluri pescati, per poi tornare in Romani, vendere il pescato e pagarsi così la vacanza.

Pesca ed immondizia

Pesca ed immondizia

Spot invivibili

Spot invivibili

Gli spagnoli non sono da meno, oltre che lungo il fiume, il loro rapporto con i rifiuti si capisce guardando il dirupo su cui si adagia il paese.. una discarica a cielo aperto praticamente sul fiume. Un controsenso colossale per una zona che vede nel turismo della pesca una delle risorse più floride in un territorio che non offre nulla aldilà della coltivazione di frutta. Motivo per il quale la Berkley decise di annullare la terza edizione del mondiale di catfishing: giornate di pulizia e campagne di sensibilizzazione non sono serviti a nulla. Nel giro di pochi giorni la situazione tornava ad essere improponibile.

Discarica ai piedi di Chiprana

Discarica ai piedi di Chiprana

Arrivando al sabato, trovare posto per pescare è impossibile. Aggiungiamoci anche che il fiume la settimana prima si è alzato di 5 metri, ed è tutt’ora alto, allagando e diminuendo il numero delle poste. Ci riusciamo a ritagliare un piccolo spazio per passare la prima notte sul fiume, consapevoli che alla domenica si sarebbero liberate tutte le poste, e saremmo riusciti a trovare quella a noi più congeniale. Per prima cosa ripuliamo lo spot raccogliendo un sacco di immondizia e bonifichiamo l’area da rifiuti “organici” umani e resti di pesce sfilettato (comprese le 3 vesciche natatorie buttate in acqua che galleggiano tristemente sottoriva). Esco con il tender e l’ecoscandaglio, ormai all’imbrunire, per cercare la profondità ed i siluri. Li trovo sui 6,5m di profondità, anche se non tantissimi. Piazzo i due marker e pasturo con qualche cucchiaiata di pellet, posizionando successivamente le esche attorno ad essi. Considerando che saremmo stati lì solo per una notte (in pesca fino a mezzanotte come da regolamento), non era il caso di pasturare troppo e a largo raggio. Nelle ore successive la calma piatta viene interrotta solamente dallo sfregamento delle carpe sui rami degli alberi allagati della riva: l’acqua alta e l’abbassamento della temperatura deve aver prolungato la frega. Notizia non buona. Non otteniamo così alcuna partenza, né alla sera, né al mattino seguente.. in compenso perlustrando la zona troviamo un piccolo gattino abbandonato, che ci segue fino al camper e che, appurato che non avesse la mamma in giro, teniamo con noi tutta la settimana, e non solo, visto che ora è con noi in Italia.

Gabriele con la gattina trovatella

Gabriele con la gattina trovatella

Alla domenica pomeriggio le sponde si svuotano dai pescatori del week end, e decidiamo di spostarci nella posta che nelle scorse spedizioni ci ha sempre regalato catture. Sempre con tender ed ecoscandaglio cerco le zone adatte dove pescare. Purtroppo l’alto livello del fiume lo rende molto più largo, e la profondità maggiore è impensabile da raggiungere dallo spot. Scandagliando trovo comunque zone dove il pesce è maggiormente concentrato (o meglio, si vedeva qualche esemplare), riuscendo a posizionare così quattro marker (uno per due canne), su cui concentreremo la pasturazione ed inizieremo a pescare dalla mattina seguente. La notte è ancora caratterizzata dal continuo movimento delle carpe in mezzo agli alberi allagati.

Spot

Spot

Ritorno dal posizionamento esche

Ritorno dal posizionamento esche

Lunedì e martedì passano pressoché identici..nessuna cattura, solo qualche piccolo accenno di abboccata, forse dovute alle carpe, o a pesci che toccavano i fili. Come noi le guide con i clienti posizionati di fronte a noi. Il pesce è tornato in frega, meno concentrato nel canale più profondo causa la maggiore larghezza del fiume che spinge il pesce ovunque, e l’acqua è più fredda rispetto alla media del periodo.

Canne in pesca

Canne in pesca

Spot

Spot

Mercoledì ci svegliamo senza aver sentito alcuna carpa nella notte muoversi sottoriva. Osservando i fiume si notano salti a centro fiume.. sembra essere cambiato qualcosa.. anche la temperatura dell’acqua è diversa, più alta. Portati fuori come sempre gli inneschi ed aver pasturato (ogni giorni circa 25kg di pellet vengono riversati in acqua) inizia la consueta attesa. Nelle 9,30 finalmente la prima partenza. Il pesce c’è ma oppone poca resistenza.. si rivelerà infatti una carpa. A questa ne seguiranno altre.. le carpe sono tornate ad alimentarsi.. dovrebbero seguirle anche i siluri.. e così è.. anche se di taglia medio-piccola, con diversi segni di frega a confermare il motivo della scarsa attività.

Ale con una carpa

Ale con una carpa

In attesa della griglia

In attesa della griglia

Presso lo svicolo di Chiprana

Presso lo svicolo di Chiprana

Negli ultimi tre giorni otteniamo una media di dieci partenze al giorno concentrate nelle ore centrali della giornata, in prevalenza carpe di taglia notevole (un esemplare stimato sopra ai 20kg), 4-5 siluri.. e un bel perca a morto manovrato per Gabriele.  Nulla a che vedere sicuramente con le medie degli scorsi anni (anche se medie più alte si registravano solo in uno o due giorni).. tuttavia se le condizioni non sono quelle ideali (livello del fiume adeguato,, acqua sui 25-26°C, niente frega) anche in un paradiso come l’Ebro catturare può essere veramente difficile, e per ottener risultati serve gran costanza e caparbietà. Parlando con le guide scopriamo di aver pescato addirittura più di loro (a conferma di quello che vedevamo, ovvero nessun movimento a calare gli inneschi, ma solo per pasturare o fare gli “8” sulla zona pasturata).. e questo ci conforta.

Carpfishing potenziato

Carpfishing potenziato

Gabriele in combattimento

Gabriele in combattimento

Primo siluro della sessione

Primo siluro della sessione

Ale con un piccolo siluretto

Ale con un piccolo siluretto

Mirko con una regina dell''Ebro

Mirko con una regina dell”Ebro

Gabriele con un luccioperca pescato a mort maniè

Gabriele con un luccioperca pescato a mort maniè

Claudio con una carpa regina

Claudio con una carpa regina

Alessandro con una regina degna di nota

Alessandro con una regina degna di nota

Foto di gruppo con una delle carpe più grosse della sessione

Foto di gruppo con una delle carpe più grosse della sessione

Mirko con una carpa

Mirko con una carpa

Claudio con un siluro

Claudio con un siluro

Claudio con una regina

Claudio con una regina

Alessandro con un siluro

Alessandro con un siluro

Alessandro

Alessandro

Carpona con Ale

Carpona con Ale

Il venerdì sera finisce così la nostra quarta missione spagnola. La sensazione che lascia è di una Spagna un po’ opaca, non tanto per le poche catture (che sono strettamente legate alle condizioni che si trovano), ma per la poca cura che i locali hanno di questo paradiso che ha dato loro tanto, che come conseguenza richiama meno persone, o costringe quelli che vengono o a rifugiarsi in proprietà private.. o a passare il tempo a pulire le sponde del fiume. Quando si dice “tutto il mondo è paese”..

Cala la notte

Cala la notte

Tramonto dopo la tempesta

Tramonto dopo la tempesta

Saluti dall'embalse

Saluti dall’embalse