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Ritorno a Bilancino

Il 30 dicembre chiusi l’anno piscatorio con una uscita in kayak nell’invaso di Bilancino, splendido specchio d’acqua artificiale incastonato tra le alture del Mugello, vicino all’omonimo autodromo dove corrono il motomondiale. Quel giorno trovai, a causa delle copiose piogge dei giorni precedenti, un colore dell’acqua ben lontano dai suoi standard, e non so se per questo o per il periodo freddo, i pesci non vollero proprio collaborare. Poco importava.. mi bastava essere lì, godermi il momento e ripensare all’annata alieutica, come a voler tirare le somme, visto l’imminente fine dell’anno. Quel che è certo è che non mi sarei mai immaginato quello che sarebbe accaduto da lì a pochi mesi, con l’avvento del covid-19, delle restrizioni e via discorrendo. Abitando in Emilia Romagna poi, dal 4 maggio (data in cui è stato possibile tornare a pescare), essendo vietato pescare da natante nei laghi presenti, ho dovuto prolungare fino a giugno per la prima uscita in kayak dell’anno, alla riapertura della circolazione tra le regioni italiane.

Scelsi così come prima uscita di ripartire da dove avevo terminato: il lago di Bilancino.

Pronti

Ritrovo per l’occasione vecchi, Marco, e nuovi amici, Romina con cui condividere questa ripartenza. Il Bilancino è rinomato per i lucci ed i black bass, ma io adoro dedicarmi alla pesca in verticale con i metal jig in cerca di Persici Reali e Luciperca, osservando attentamente l’ecoscandaglio.

Alla ricerca

Generalmente inizio a girare cercando di scandagliare le più disparate profondità, questo per cercare di capire a quale altezza sostino i pesci in quel determinato giorno e muovermi di conseguenza. Una volta individuati i branchi e a quale altezza sono e quindi insidiarli, grazie alla funzione Quickdraw Contours del Garmin Striker 7 SV Plus (clicca qui per saperne di più), avendo creato di volta in volta la mappatura del fondale, so con certezza dove trovare le zone similari.

La mappatura del fondale

Dopodiché è tutto un gioco di precisione: bisogna avere cura di restare il più possibile sul branco, calare il metal jig (in questo caso il Seika Sea Rock, da 7 o 14g) dentro di esso ed animarlo.. le catture non tarderanno ad arrivare! Il difficile è rimanere su di esso nonostante il vento o la corrente.

Persico Reale

Lucioperca

Dopo diverse catture decidiamo di cambiare zona del lago. Intravedo sotto una sponda ricca di vegetazione un black bass di buona taglia nuotare tranquillo sottosponda. L’occasione è ghiotta e tento con un jerk (il Seika Sea Bass Killer) di insidiarlo. Non mostra interesse. Monto un’esca di reazione, un whoppler poppler di casa Seika, lo Speedex. Niente, nemmeno questo lo interessa. Tento allora un lancio lungo la sponda. Dopo un metro e mezzo esplode l’acqua, ma il black bass non rimane allamato. Continuo il recupero e dopo diversi metri vedo una sagoma partire da sottoriva e attaccare con violenza l’esca. E’ un luccio. Combattimento rischioso in quanto non avevo montato il terminale in cavetto d’acciaio o con un grosso fluorocarbon. L’esca è completamente in bocca, e forse per questo il luccio non riesce a chiudere completamente la bocca e tagliare il filo. Ormai è a guadino, è fatta!

Lo Speedex completamente dentro le fauci

Il luccio

Rilasciato il luccio nel suo ambiente naturale ci fermiamo per una gustosa pausa pranzo presso lo stabilimento Bahia Cafè, che risulta sempre un’ottimo punto di sosta e rinfresco. Questo comprende, oltre a sdrai ed ombrelloni, un bar/ ristorante, bagni, noleggio kayak, imbarcazioni e negozio di pesca.

Tappa al Bahia Cafè

Riprendiamo poi la pesca. Io rimango indietro intrattenendomi a parlare con curiosi attratti dal mio kayak a pedali e da alcuni pescatori in barca con cui scambio quattro chiacchiere. Mentre cerco di raggiungere Marco e Romina, mi fermo in una piccola insenatura e vedo un altro black bass. Voglio rigiocare la carta Speedex e mi dico tra me e me di non sbagliare il lancio. Purtroppo sono fin troppo preciso, al punto di lanciargli esattamente sopra e farlo scappare. Proseguo qualche metro e ri-eccolo. Questa volta il lancio è giusto, l’acqua esplode ed il black bass questa volta si allama.

Il Black Bass

Lo rilascio e raggiungo finalmente i miei compagni di pesca, aggiornandoli sulla cattura. A pomeriggio ormai inoltrato, con il solito vento che si alza e crea divertenti onde, decido che può bastare così e torno a riva.

Direi che come ritorno a pesca dopo tanti lunghi mesi di attesa, non poteva che andare meglio!