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Raimbow Koi: il kayak del silurista!

Ormai da qualche mese ho il privilegio di usare per le mie battute di pesca un ottimo kayak:  Koi by Rainbow Kayaks.

Vista laterale

Si tratta di un kayak sit on top, realizzato in polietilene, lungo 434 cm, largo 77 cm, per un peso di circa 33 kg.

La stazza del mezzo è di quelle importanti e la lunghezza lo rende idoneo anche all’utilizzo in mare.

Infatti, normalmente, dove il moto ondoso è presente (e parliamo anche di laghi di buone dimensioni) un kayak di almeno 4 metri è consigliabile, sia per la maggiore stabilità dovuta alla minore tendenza a salire a scendere dalle creste delle onde, sia per la migliore direzionalità del mezzo che si traduce in più distanza percorsa a parità di fatica: i kayak corti, per intenderci tendono a “smusare” parecchio a destra e a sinistra, perché risentono eccessivamente della forza propulsiva impressa con la pagaia.

A migliorare ulteriormente la direzionalità già buona, esiste la possibilità di installazione del timone, posizionato ovviamente in coda, sollevabile in qualunque momento tramite una cima e direzionabile attraverso i classici puntapiedi a pedale.

La buona larghezza conferisce una notevole stabilità laterale, sebbene le proporzioni dello scafo siano nel loro complesso armoniose e filanti.

La seduta è rappresentata da un comodo seggiolino dotato di schienale regolabile, che appoggia allo scafo in due possibili alloggiamenti che ne condizionano l’altezza.

Sedile regolabile

 

La posizione bassa contribuisce ad abbassare il baricentro e a rendere ancora più stabile un mezzo che è già stabilissimo.

Vista seduta e portacanne

Il seggiolino è vincolato allo scafo da una cinghia a sgancio rapido.

Inoltre, i progettisti Rainbow hanno pensato alla possibilità di spostare indietro la seduta di un paio di spanne, per permettere un’ancora più comoda posizione di attesa, nel caso si optasse per la pesca da ancorati oppure da ormeggiati.

La posizione di pagaiata risulta comoda e la seduta leggermente sollevata permette di trascorrere molto tempo a bordo senza rimpiangere la terraferma, anche in virtù del fatto che la seduta resta sempre asciutta. Personalmente sono arrivato a trascorrere fino a 9 ore filate senza scendere: è veramente incredibile come passa velocemente il tempo quando si è a pesca!

Se non siete maldestri, vecchi e pesanti come il sottoscritto, sul Koi si riesce anche a stare in piedi e ad effettuare qualche lancio sfruttando una visuale migliore.

Chiariamo che il Koi non è un mezzo da corsa e non vuole esserlo: a titolo puramente indicativo posso dirvi che in pieno assetto di pesca, contenitore del vivo compreso e bardato di vestiario,  riesco a tenere stabilmente i 3,5 nodi, ma pagaiatori più prestanti di me o dotati di migliore tecnica, possono decisamente fare meglio.

Il Koi è piuttosto un kayak con le carte in regola per permettere battute di pesca in assoluta sicurezza e con la massima stabilità possibile: combattere pesci di mole importante a bordo del Koi è veramente piacevole e semplice, ovviamente mettendo in pratica le elementari norme di buon senso che dobbiamo sempre tenere presenti quando ci approcciamo al kayak fishing, tra cui vi rammento sempre, canna dritta, allineata con lo scafo e mai perpendicolare ad esso, perché una fuga laterale e repentina di un buon siluro, se mal gestita, può mettere in crisi la stabilità di qualunque kayak.

Vista superiore

Il Koi dispone di 2 gavoni dotati di chiusura stagna che danno accesso al vano interno che è unico e continuo: questo consente lo stivaggio di un grande volume di oggetti, ovviamente compatibilmente con il peso complessivo del carico.

Inoltre è presente un grosso gavone a T posizionato tra le gambe: in questo caso, sollevato il coperchio che è tenuto in loco da tre robuste clip, si ha accesso ad un ampia vasca con la stessa forma.

Coperchio vano

Questo per me è un alloggiamento perfetto per la batteria dell’eco, un paio di scatolette con la minuteria, la reflex, il treppiede, il clonk e tutte quegli oggetti che voglio avere a portata di mano durante la battuta di pesca.

Interno vasca

La vasca in questione è rimovibile, permettendo l’accesso al vano interno e lo stivaggio comodo delle canne da pesca ed è pratica da estrarre dalla sua sede per trasportare tutto il contenuto del gavone senza svuotarla.

Vasca rimossa

Il volume stesso della vasca non esclude che possa essere utilizzata per trasportare del vivo.

Il coperchio si presta ad ospitare porta canna e accessori snodati per posizionare l’ecoscandaglio o ciò che si ritiene utile.

A proposito dell’eco, io ho preferito collocare la sonda lateralmente, sorreggendola con l’ausilio di un braccio dedicato: questo per avere la possibilità di rimuoverla rapidamente ed utilizzarla anche sulla barca, tuttavia con un minimo di ingegno e fai da te è possibile collocarla sotto lo scafo, utilizzando una piccola sede filettata sul fondo del kayak o uno dei fori auto svuotanti, soluzione peraltro che ho già utilizzato con successo su altri kayak.

Oppure è possibile optare per la collocazione della sonda internamente allo scafo, utilizzando sigillanti specifici (ad esempio il Marine Goop) che non ne limitano la funzionalità, ovviamente se non si ha la necessità di spostarla periodicamente su altre imbarcazioni.

Alle spalle della seduta si trova un ampio vano portaoggetti realizzato su due livelli: questo permette di posizionare gli oggetti che desideriamo mantenere asciutti sul livello superiore, mentre ciò che può sopportare il contatto l’acqua può essere messo nel livello inferiore dove si aprono due dei 10 fori che rendono lo scafo autosvuotante.

Personalmente trovo molto comodo alloggiarci la vasca del vivo stagna sempre di produzione Rainbow, dato che resta in posizione comoda da raggiungere in ogni momento.

In pesca

Di serie Koi viene fornito con due porta canne a tubo della RAM (i RAM Tough Tube): robustissimi ed orientabili, grazie al fatto che non sui tratta di porta canne ad incasso, ma vincolati dalla base e snodati.

Al mare, quando spruzzi di acqua salata non raggiungeranno regolarmente i vostri amati mulinelli, questo rappresenterà  un vantaggio, così come la possibilità di disporre al meglio le canne in fase di traina.

Una vera chicca è rappresentata dal pannello solare posizionato a prua che assicura la carica di una batteria dotata di presa USB: comodissima per ricaricare telefono ed action cam in ogni momento e rimovibile per essere portata a pesca già carica, se necessario.

Lo scafo si presta ad infinite personalizzazioni grazie anche ai due binari laterali che permettono di fissare praticamente ogni tipo di accessorio grazie alla componentistica specifica facilmente reperibile in commercio.

La guida in cui è possibile collocare gli appositi accessori

Rainbow dichiara un carico massimo di oltre 400 kg, ma questo non è certo da intendersi come il carico pensabile durante l’utilizzo, piuttosto come la resistenza opposta all’affondamento, dato che ovviamente è necessario calcolare un margine che garantisca la galleggiabilità ed il corretto assetto in acqua. Tuttavia contribuisce a rendere l’idea della enorme capacità di galleggiamento, permessa dai volumi in gioco.

Personalmente, sommando il mio dolce peso, l’abbigliamento, l’attrezzatura e tutto ciò che inevitabilmente mi porto a zonzo, credo di poter stimare in circa 160 kg il carico a cui lo sottopongo normalmente e, visto il comportamento, stimerei che possa essere caricato oltre i 200 senza grossi problemi, se non quelli a carico di chi pagaia!

Insomma, sul Koi stanno comodi anche pescatori che hanno una certa stazza e che su altri modelli non si sentono adeguatamente sostenuti.

Due maniglie laterali e due sulle punte dello scafo facilitano la maneggevolezza del kayak a terra: come per tutti i kayak il mio consiglio è quello di dotarsi, magari costruendoselo, di un carrellino per gli spostamenti in quei frangenti che non prevedano la possibilità di scaricarlo dall’auto molto vicino all’acqua.

Io lo trasporto tranquillamente posizionandolo sulle barre di una station wagon media.

Il kayak caricato sulla station wagon

Rainbow  completa la dotazione di serie con una camel bag applicabile al seggiolino, in maniera da avere con se sempre una buona quantità di liquidi: d’estate tornerà certamente utile!

Credo che il mio giudizio sul Koi non possa che essere positivo: lo trovo sinceramente adeguato alla pesca del siluro e, sottolineerei che non si tratta di un prodotto di importazione proveniente dall’estremo oriente, ma questa volta, evento sempre più raro, siamo davanti ad un prodotto tutto italiano, progettato e realizzato in Italia: Rainbow Kayak si trova e produce a Somaglia, in provincia di Lodi e questo mi ha permesso di visitarne lo stabilimento e vedere la cura con cui questi splendidi kayak vengono prodotti.

Se siete alla ricerca di un kayak robusto e dalla grande portata con cui cercare il siluro della vita, prendete in considerazione il Koi: fa decisamente per noi siluristi.

Rainbow Kayaks sarà presente al padiglione 1 del Pescare Show di Vicenza il 24, 25 e 26 febbraio: passate a vedere dal vivo e toccare con mano!

Una bella cattura effettuata dal kayak