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A pesca con Mr. Clonk

Ho il piacere e l’onore di conoscere Carlo Tarenzi da più di 10 anni, da quando fu creato il Gruppo Siluro Italia ed ogni fiera od evento dell’associazione era un buon motivo per ritrovarsi a scambiare quattro chiacchiere con lui, uomo dalla profonda passione per la pesca al siluro, tecnica che lo ha “obbligato” ad avvicinarsi al mondo di internet per reperire informazioni nonostante la sua sia una generazione non consona a queste tecnologie.. ma quando la passione è tanta ti permette di superare qualsiasi ostacolo. Carlo divenuto poi negli anni una istituzione nel mondo del catfishing europeo per quello che riguarda la fabbricazione artigianale dei clonk, i famosi “Hand made CT“, come inciso orgogliosamente a fuoco su ognuno di essi. In Italia come nel resto d’Europa se parli di clonk è inevitabile associare il nome Tarenzi: nelle nostre trasferte di pesca o fiere svolte all’estero (così come al nostrano Carpitaly) venivamo letteralmente assaliti dai pescatori locali, i quali si contendevano con fervore agonistico quei pregiati pezzi di legno dalla forma strana. Piccole opere d’arte create da chi li usa quotidianamente e conosce quindi le funzionalità che devono avere per produrre quel magico suono così caro a chi pesca a dinamica. Magico suono che deve aver folgorato lo stesso Carlo quando iniziò a scoprire la pesca del siluro, scoprendo che era possibile pescarlo battendo un pezzo di legno in acqua. Da quella scoperta è partito tutto..”Io non sapevo farli i clonk.. ne ho dovuti fare almeno trenta prima di arrivare a costruirli funzionanti!” mi ha confessato. Alla domanda di quanti clonk abbia realizzato fino ad ora non ha saputo rispondere, ma un centinaio all’anno sicuro.. e sapeste quanto tempo, cura e dedizione servono per forgiarli!

Carlo Tarenzi, Mr. Clonk

Carlo Tarenzi, Mr. Clonk

In occasione del 1° Raduno dei siluristi (clicca qui per leggere il reportdello scorso 22 settembre ho avuto il piacere di ritrovarlo e tra una chiacchiera e l’altra abbiamo organizzato di fare una cosa che in oltre dieci anni non eravamo mai riusciti a fare: andare a pesca assieme. Carlo preferisce pescare durante la settimana, quando la pace regna sovrana sul fiume e nessuno può disturbarti, “dove le ore sono ancora di sessanta minuti” come piace dire a lui in riferimento alla vita frenetica della città. Nessun problema, per pescare finalmente con Carlo prendo volentieri un giorno di ferie!

Arrivo purtroppo con mezz’ora di ritardo causa traffico in autostrada causa CERSAIE di Bologna, incidenti e lavori in corso che ostacolano il mio tragitto ed arrivato sul fiume scopro inoltre che Carlo non era al massimo delle sue condizioni, al punto che la sera prima era sul punto di telefonarmi per rimandare la pescata. Ma ormai siamo sul fiume, pronti per affrontare le sue acque in cerca degli avversari. Carichiamo così la barca di Carlo con quelle poche cose che la pesca dalla barca richiede e partiamo verso le derive che Carlo, da profondo conoscitore della zona, riteneva ideali per la giornata.

In viaggio

In viaggio

Arrivati salla deriva prescelta decidiamo come pescare: io mi dedico al vertical, mentre Carlo pescherà a fireball, con una montatura leggermente modificata mostratami da lui già durante il raduno del precedente week. Iniziamo così la deriva, muovendoci il meno possibile senza tuttavia negarci il piacere di parlare del più e del meno. Credo non siano passati più di dieci minuti quando sento Carlo esclamare deciso “Eccolo!“.. mi volto e lo vedo ferrare energicamente.. “E’ grosso, guarda come si piega la canna.. è dura vè!“. Recupero la mia esca e mi preparo ad assistere Carlo al combattimento, scattandogli anche qualche foto prima del glowing:

Combattimento

Combattimento

Combattimento

Combattimento

Carlo si lamenta del mal di schiena.. a pescare siluri di una certa taglia bisogna metterlo in conto! 🙂

Combattimento

Combattimento

Dopo un gran bel combattimento il pesce arriva maestoso a mostrarsi in superficie fino all’inevitabile glowing:

Glowing

Glowing

Fortunatamente abbiamo la sponda vicina e ci avviciniamo ad essa lentamente senza portare il siluro in barca ed evitare quindi alcuno stress o dolore. Disteso e bagnato a dovere il telo è ora di adagiare il siluro su di esso ed ammirarlo in tutta la sua maestosità.

Carlo e la sua cattura

Carlo e la sua cattura

Il tempo di qualche foto veloce e siamo pronti al consueto rilascio.

Riprendiamo poi a pescare, sempre allo stesso modo con l’aggiunta di qualche colpo di clonk eseguito dal Maestro in persona.. quale onore!

Io sento 3-4 abboccate senza capitalizzarle, Carlo invece nient’altro.. ma era già contento così.. e ci credo bene!

Verso le 14.00, complice un pò di vento e la più che giusta stanchezza di Carlo, ritorniamo verso il pontile.

Carlo alla guida

Carlo alla guida

Successivamente scoprirò che Carlo, una volta tornato a casa, aveva 38,4°C di febbre.. che dire se non tanto di cappello a lui per aver affrontato una mattinata di pesca sul fiume ed un combattimento con un siluro del genere! Ringrazio Carlo per la disponibilità e per avermi portato a pesca con lui, dandoci appuntamento per un’ennesima pescata più avanti, con qualche grado di temperatura dell’acqua in meno, e anche del corpo!

Alla prossima!