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La rivincita

Nel novembre 2013, dopo l’ultima battuta di pesca che mi ha regalò il mio attuale personal best (leggi qui il report), decisi di acquistare il carrello e tenere la barca a casa, così da avere meno pensieri e la possibilità di esplorare anche zone diverse del fiume. Durante il viaggio di ritorno iniziai a conoscere cosa significa avere un carrello: scoppiò la ruota destra mentre percorrevamo l’autostrada. Fortunatamente avevamo  quella di scorta. Fino ad inizio maggio 2014 non ebbi modo di utilizzarla causa mancanza del gancio traino, e ne approfittai per personalizzarla secondo i miei gusti e necessità. Installato il gancio traino, verso fine maggio la prima ed unica pescata. La seconda era prevista per ottobre, per il “Raduno dei Siluristi” (leggi qui il report), ma dopo 10 km di autostrada il mozzo della stessa ruota di prima si ruppe, dovendo ricorrere al carro attrezzi ed abbandonando ogni sogno di solcare le acque del Grande Fiume con la mia Carolina Skiff J14.

Sostituti i mozzi, bisognava trovare l’occasione giusta per affrontare nuovamente la sfida del viaggio col carrello. Su quattro viaggi, due volte ho avuto una rottura, e questo mi ha bloccato mentalmente non poco sull’utilizzo. Tuttavia le paure vanno affrontate. In sospeso avevo una battuta di pesca da fare con Fabio e Vladi: questa è l’occasione che aspettavo. Controllo il meteo ed il livello del fiume: sole e temperature gradevoli per il periodo venerdì e sabato, peggioramento da domenica. Fiume ancora un po’ alto ma costante a livello di portata. Siamo a marzo.. condizioni simili in questo periodo significa catture. Mi accordo con Fabio per sabato, mentre io decido di recarmi sul fiume già da venerdì, per alare la barca senza fretta, verificare che tutto funzioni e fare una pescata con l’amico Luca, anche lui presente sul fiume.

Fabio

Fabio

Il giovedì esco da lavoro puntuale e preparo minuziosamente l’attrezzatura. In barca mi piace avere solo il minimo indispensabile, ben organizzato e riposto. Questo significa avere più spazio e meno ostacoli. La giornata di conclude facendo le ore piccole costruendo qualche montatura di scorta.

La mia sfida inizia all’alba, quando la sveglia suona implacabile alle sei e ventitrè. Abbondante colazione, raccolgo borsone con i vestiti, montature, reflex, qualcosa di commestibile e mi reco in garage, dove trovo tutto pronto dalla sera precedente. Carico l’auto, aggancio il carrello, sospiro e si parte per il Grande Fiume. Probabilmente uno dei viaggi più impegnativi a livello di stress. Gli occhi incrociavano continuamente gli specchietti mentre ogni buca, curva o rotonda erano un piccolo tuffo al cuore. Alle 8,40 ecco la meta, il Fiume Po. Parcheggio, scendo per verificare che siano arrivati tutti i pezzi e posso finalmente tirare un sospiro di sollievo.. è andata!

Caliamo subito la barca con la gru in acqua.. che bella sensazione rivederla nel suo ambiente naturale. Tuttavia dovrò aspettare ancora un giorno per utilizzarla. Luca mi aspetta a bordo della sua per iniziare a pescare!

La giornata è soleggiata, ma da subito ci fa compagnia uno di quelle cose che con la pesca proprio non ci azzecca nulla: il vento.. che non era previsto ma c’è. Le onde che crea sbattono sul fondo e sul bordo della barca generando continui sordi tonfi di dubbia attrattività, mentre è quasi impossibile, pur aiutandosi con i motori elettrici, eseguire una deriva corretta. Nonostante gli sforzi, quello che otteniamo sono una mangiata sbagliata per Luca e una cattura inconsueta per me.. un’anodonte.

Catture inconsuete

Catture inconsuete

Il mollusco contenuto in essa risulta un’ottima esca per il siluro nella stagione calda. Quando queste muoiono e si portano in superficie, i siluri entrano in frenesia alimentare per accaparrarsele.

Sconfitti e frastornati dal vento, prima dell’imbrunire torniamo al porto e decido di dedicare un po’ di tempo a tentare di catturare qualche esca pescando a ledgering. La pesca del siluro è bella anche perché ti permette di sconfinare anche in altre tecniche. Preparo un po’ di pastura e catturo qualche breme che ripongo nella nassa, mentre davanti a me si disegna un bellissimo tramonto sul Grande Fiume.

Pesca del vivo

Pesca del vivo

Saluto Luca, richiudo tutta la mia attrezzatura e mi reco nella mia stanza, dove dopo una doccia calda rigenerante e aver ingerito un po’ di cibo, mi abbandono al sonno mentre penso alla giornata di domani, quando finalmente tornerò alla guida della mia Carolina in cerca di qualche siluro del Po.

Fabio e Vladi mi raggiungono alle 8.00 di sabato mattina. Io li sto aspettando già sulla barca. Tutto e pronto.

La mia Carolina Skiff J14

La mia Carolina Skiff J14

Anche oggi la giornata è soleggiata, ma c’è ancora vento e bassa pressione (l’indomani avrebbe piovuto), condizioni sfavorevoli che necessitano approcci diversi e un pizzico di fortuna.

Il mio Evinrude XP25 datato 1988 fatica non poco a spingere la Carolina carica di tre persone con a seguito l’attrezzatura. Urla (e beve) come un dannato lui, ma il suo lavoro lo svolge.

La notte porta consiglio si dice. Ho ragionato sul fattore vento: i pesci in queste occasioni ed in questo periodo evitano le zone increspate da esso, cercando le zone più riparate, o le sponde opposte sottovento. Così mi porto su una zona che potesse fare al caso nostro, in cui sapevo poter trovare queste condizioni.

Iniziamo la deriva pescando tutti e tre a verticale, utilizzando esche da 10-15 cm.

In pesca

In pesca

La conferma che l’approccio scelto era quello corretto arriva subito. Fabio, dopo due anni di assenza dal pesca al siluro non si è scordato come si pesca e come si ferra, e risponde prontamente all’attacco del siluro.

Siluro per Fabio

Siluro per Fabio

Alla cattura segue un periodo dedicato allo spinning da parte di Fabio e Vladi, in cerca di aspi e cefali.

Vladi

Vladi

La ricerca di aspi risulta infruttuosa, i cefali invece, che quest’anno non hanno mai lasciato il fiume, sono abbondanti. Essendo però nelle ore centrali della giornata, quindi le più calde, è ora di ritentare la cattura di un siluro, magari più propenso ad entrare in attività. Decido di cambiare tecnica, passando al fireball.. magari un’esca viva ben presentata può incuriosire maggiormente il siluro in questo momento.

Ethnic Vertical Cat utilizzata a fireball

Ethnic Vertical Cat utilizzata a fireball

Ritorno nella zona dove Fabio ha catturato in mattinata il siluro, preoccupandomi di fermarmi qualche decina di metri più a monte, in modo da iniziare a pescare nella zona giusta non appena le onde create dal mio passaggio si siano esaurite. Mantengo ferma la mia esca vicina al fondo, controllando sull’ecoscandaglio la conformazione di esso e regolandomi di conseguenza. Ogni tanto arrivo a contatto con esso per sincerarmi della profondità corretta.

Ecoscandaglio e fireball vanno a braccetto

Ecoscandaglio e fireball vanno a braccetto

In barca nessuno parla e si muove, la concentrazione è massima. Sono io ad interrompere questo momento quasi mistico con un “Ce l’ho!“. Inizia un gran bel combattimento in cui sento fin da subito di aver a che fare con un siluro degno della sua fama di gigante dei fiumi. L’acqua ancora fresca li rende energici, facendo cambiare addirittura più volte direzione alla barca, tentando di risalire o fuggire verso centro fiume. Mi godo il combattimento con la mia Vertical Cat ed il Ryobi Luis 5500HX sulla mia Carolina J14.. mi sembra di tornare a quel novembre del 2013.. stessi attimi e sensazioni. Vladi controlla la posizione della barca con il motore elettrico permettendomi di essere sempre nella migliore condizione per gestire il combattimento. Fabio intanto apre il telo e si preoccupa del glowing, una delle fasi più delicate. Ormai è nostro, è a bordo. Ci dirigiamo nella spiaggia più vicina per le foto di rito.. si torna in acqua dopo il primo bagno di gennaio 2015 (leggi qui il report).

Mirko e Fabio

Mirko e Fabio

Mirko e Fabio

Mirko e Fabio

Mirko e Fabio

Mirko e Fabio

Il rilascio è una semplice formalità!

Il tempo di ripulire, sistemare la barca, ricomporsi e fare un’ultima deriva, ed è ora di ritornare al pontile, sicuramente soddisfatti per tanti motivi. Il primo è per essermi preso una bella rivincita contro il carrello maledetto. Il secondo perché sono tornato a pesca con gli amici Fabio e Vladi dopo la nostra ultima pescata che risaliva a maggio 2013 (leggi qui il report). Terzo perché Fabio, dopo due anni di fermo, ha dimostrato a se stesso di essere ancora un silurista con i fiocchi. Quarto, che sapendo leggere il fiume, conoscendo il siluro e le sue abitudini, anche in una giornata con condizioni avverse come quelle a noi presentate, è possibile comunque effettuare qualche cattura.

Le nostre avventure continuano.. la stagione è appena iniziata!

Ringrazio Fabio e Vladi per la compagnia e l’aiuto!

P.S. Al mio arrivo a casa sano e salvo, mentre scaricavo l’attrezzatura dalla barca, la gomma di sinistra ha iniziato a sgonfiarsi..

Ecco il video della cattura: