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Ci vuole pazienza..

La maggiorparte di coloro che si avvicinano alla pesca del siluro lo fa per la possibilità di pescare un pesce veramente grosso. Pochi sono i pescatori che riescono a cogliere tutte le sfumature che rendono questa pesca così affascinante. Capita così che l’ossessione del pesce grosso, dell’over, si impadronisca del novello pescatore, portandolo a ignorare tutte le componenti della pesca ed a considerare fallimenti le pescate senza “over”.. fino al punto di concludere l’avventura del catfishing prematuramente per mancanza di risultati. Tranne colpi di fortuna iniziali che possono sempre capitare, nella pesca, come in tutte le cose, serve una sola cosa: la pazienza.

Conosco Samuel da 5 anni, quando durante una battuta di pesca in pieno inverno lo incontrai ancorato sul fiume  intento a pescare a fondo con i calamari. Aveva appena comprato barca, motore e tutta l’attrezzatura per insidiare il siluro, ma gli mancavano tuttavia le conoscenze sul siluro e sulle tecniche giuste per insidiarlo. Fu così che iniziammo a portarlo a pesca con noi, insegnandogli di stagione in stagione le tecniche adatte. In tutti questi anni però, nonostante le poche uscite di pesca disponibili all’anno che aveva a disposizione, ad aver subìto il furto del motore della barca e ad un elenco non indifferente di inconvenienti ogni volta che usciva a pesca, non era ancora riuscito a pescare un siluro di taglia, sebbene questo aspetto non lo impensieriva più di tanto.

Approfittando del ponte del 1 giugno, decidiamo di tornare sul fiume per una pescata assieme, cosa che in questo 2015 non ci era ancora riuscita. Ogni nostra uscita assieme ha sempre comportato i più disparati inconvenienti: da scivoli inagibili a un’ora e mezza da casa, al ruotino del carrello che pensò bene di scivolare dalla sua sede e strisciare sull’asfalto dell’autostrada, ecc. ecc. Anche questa volta non potevamo sottrarci al nostro inconveniente quotidiano. Alle 9.15 siamo con la barca in acqua, chiamiamo l’operatore della chiusa il quale ci dà appuntamento per le 10, quando avrebbe dovuto far passare anche una nave turistica. In 45 minuti di movimenti ne fai almeno due.. comunque ne approfittiamo per un giro e alle 10 siamo davanti alle paratie come da accordi. Scopriamo tuttavia che la nave è già entrata e le paratie chiuse. L’operatore al telefono cincischia e ci dà l’ennesimo appuntamento per le 11. Piuttosto alterati attendiamo l’intera ora davanti alle paratie, che si apriranno solo alle 11,20, quando l’ennesima nave da turismo necessitava della chiusa. Insomma, riusciamo ad arrivare in Po dopo mezzogiorno, perdendo così l’intera mattinata di pesca. Non male come inizio.

Il Grande Fiume è basso al punto di far scoprire nuove sabbiaie e mostrare quanto le piene invernali hanno modificato il suo fondale. Il sole picchia per bene e fortunatamente c’è giusto una sola barca in pesca, che ripete continuamente la stessa deriva. Iniziamo la nostra prima discesa, pescando a vertical e fireball. Talmente lenta che con 60-70 grammi si rimane in pesca benissimo. A metà deriva sento un’attacco e ferro. Un siluretto che toglie il cappotto è sempre gradito!

Siluretto per Mirko

Siluretto per Mirko

Samuel esordisce con un’ironico “Avete un bel culo, li prendete sempre tutti voi!” ed io replico con un “Ma dài, che magari oggi prendi pure il tuo primo over!” che sapeva più di gufata che di premonizione.

Al termine di questa deriva decido di non rifarla in quanto strabattuta in continuo dalla barca a cui accennavo prima. Ci dirigiamo quindi in quella successiva, totalmente diversa da com’era in passato. Non vi è presenza di siluri tuttavia, e continuo a manovrare la barca con il motore elettrico seguendo la riva anche in una zona che solitamente non facciamo in quanto molto veloce, ma che grazie al livello basso, ora era fattibile. Samuel guarda verso sponda, cercando di capire se le lenze di quel silurista tedesco a riva potessero essere sulla nostra trattoria.. io invece intento a guardare nella direzione opposta vedo flettere di colpo la Flexo Pilk di Samuel.

Strike!

Strike!

I dubbi sul fatto che fosse il fondo o altro si sono diradati subito quando abbiamo visto il filo prendere il largo lentamente. Osservando il combattimento di Samuel non riuscivo ad ipotizzare una stima del siluro, in quanto era per la prima volta alle prese con qualcosa di grosso e non era facile capire quanto stesse forzando o meno. Certo che un siluro in grado di spostare in lungo e largo la barca per il fiume, non è sicuramente piccolo. Non so quantificare il tempo, ma almeno una decina di minuti sono passati prima di riuscire finalmente a vederlo. Enorme. Una mucca con le pinne. Per tre volte quando avvicino la mano per effettuare il glowing tenta di morderla. Alla quarta è mio, e in due lo issiamo a bordo sul telo bagnato, ammirandone la maestosità. Un siluro possente, di quelli larghi fino alla coda. Ci portiamo velocemente nella prima spiaggia più vicina, rimettendolo subito in acqua, legato con l’apposito cordino. Avevamo tuttavia bisogno di un’aiuto per la foto di rito.. da solo Samuel non avrebbe potuto fare nulla al cospetto di un pesce simile. Fortunatamente in mattinata avevamo incontrato Davide e Claudio in pesca poco lontani. Li chiamo e ci raggiungono per aiutarci con le foto:

Samuel, Claudio e Davide

Samuel, Claudio e Davide

Davide e la coda

Davide e la coda

Il sorriso di chi è al settimo cielo

Il sorriso di chi è al settimo cielo

Un foto ricordo anche per Mirko

Un foto ricordo anche per Mirko

Ossigenazione e rilascio sono d’obbligo. Ringraziamo i nostri amici e rimettiamo tutto in ordine.

La pescata proseguirà con un siluretto preso a clonk ed uno potenzialmente grosso slamato a verticale dal sottoscritto, ma la cosa più appagante del giorno è stata vedere la felicità di Samuel che dopo 5 anni di pazienza, passione e caparbietà è riuscito finalmente a coronare il sogno che inseguiva da tanto! E adesso chi lo ferma più!

Tramonto sul Grande Fiume

Tramonto sul Grande Fiume