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Chi ben comincia..

.. è a metà dell’opera?

Questo è quello che dice il noto proverbio, ma solo a dicembre 2016 potrò verificarlo. Quello che è certo che la prima uscita del 2016 è andata a buon fine, come già accadde nel 2015. Lo scorso anno però fu il proseguo della stagione che purtroppo si fermò a metà dell’opera, contrapponendo ad un’ottima prima parte ricca di pescate e catture, una seconda in cui le occasioni per andare a pesca si contarono sulle dita di una mano, con ultimo siluro catturato risalente addirittura a luglio, preso tra l’altro a carpfishing (clicca qui per il report). Come se non bastasse un novembre e dicembre con zero precipitazioni e temperature al di sopra della norma, rese il fiume parecchio invitante.. ma solo due volte riuscii ad andare, con un sola cattura all’attivo (di un lucioperca). Insomma la voglia di riscatto c’era tutta, e quando Alvise mi chiede di unirmi a pesca con lui, non esito un secondo ad accettare. Il giorno prefissato era il 2 gennaio. Il primo gennaio guardiamo il meteo: 2 mesi che non piove e l’unico giorno in cui poter andare a pescare cosa fa? piove! Non ci perdiamo d’animo e siccome la pescata si doveva fare, la posticipiamo al giorno successivo, quando in teoria, dopo una nevicata notturna e una piovuta fino alle 8.00 del mattino, le condizioni dovevano migliorare.

Sono le 6.20 quando Alvise parcheggia davanti al mio garage. Ha smesso di nevicare e sta piovendo come da programma. Ci guardiamo con l’espressione della serie “ma chi ce lo fa fare“, carichiamo la mia attrezzatura e partiamo alla volta del Grande Fiume, confidando nella veridicità delle previsioni meteo. Per la cabala evitiamo il bar dell’Autogrill e ci fermiamo per un caffè al solito bar del paese, quello dove siamo soliti fermarci per la colazione del mattino e per l’aperitivo serale pagato da chi cattura il siluro più grande. Evidentemente il rito funziona in quanto smette di piovere proprio durante la fase di alaggio della barca.

In questa stagione, e a maggior ragione navigando in barca, è fondamentale vestirsi bene. Intimo tecnico, calze termiche e calzerotti in neoprene, micropile, felpe pesanti, un completo pantaloni-giacca tecnici antivento, idrorepellenti e imbottiti, scaldacollo e cuffia. Il segreto è sapere alternare i capi in base alle loro caratteristiche tecniche. Con pochi indumenti ma giusti, eviteremo di assomigliare a dei pupazzi di neve, e di essere limitati in qualsiasi movimento. Necessari scarponi alti termici (con strato interno in thinsulate e tomaia alta che separa fisicamente dal freddo del fondo su cui ci troviamo; il freddo parte proprio dai piedi per poi diffondersi nel resto del corpo.. riuscire a tenerli caldi è il segreto per non avere freddo), guanti imbottiti, una mascherina da snowboard (durante gli spostamenti vi salverà letteralmente il viso dal freddo) e un thermos con una bevanda calda che possa riscaldarci nei momenti più critici. Con il freddo invernale non si scherza: una battuta di pesca può trasformarsi in una terribile agonia, oltre al rischio di prendere qualche malanno o interrompere la pescata anticipatamente.

Thermos, maschera e guanti: accessori di pesca invernali

Thermos, maschera e guanti: accessori di pesca invernali

Di una cosa siamo certi: oggi siamo i primi a solcare le acque del Grande Fiume. Evento assai raro dovuto alla selezione naturale ad opera del Generale Inverno. In effetti l’ambiente non è proprio dei più accomodanti:

Inverno sul fiume

Inverno sul fiume

Il solo colore dell’acqua invernale del fiume però, tendente al verde anche grazie all’assenza prolungata della pioggia, vale il prezzo del biglietto, considerato come siamo abituati a vederlo durante il resto dell’anno.

Il colore dell'acqua del po in inverno

Il colore dell’acqua del Po in inverno

Decidiamo di affrontare la prima deriva pescando con due tecniche differenti, così da cercare di venire incontro a qualsiasi comportamento del siluro. Io inizio con il vertical, tecnica che preferisco in questa stagione e che mi permette di sondare accuratamente il fondale, ricercando quasi chirurgicamente gli apatici siluri. Utilizzo la classica montatura autocostruita con piombo da 70 grammi ed un piccolo carassio come esca.

Montatura da verticale

Montatura da verticale

Alvise sceglie la tecnica del fireball. Questa permette di sondare strati dell’acqua diversi, potendo intercettare così anche i siluri staccati dal fondale mantenendo una presentazione molto naturale ed attraente, grazie all’azione svolta dall’esca viva.

Alvise in azione

Alvise in azione

La prima deriva è molto importante. Forse è solo una mia convinzione, ma se individuo tracce di siluri sull’ecoscandaglio ad una certa profondità, quella è l’altezza in cui li troverò anche nelle altre derive. Per esempio, al primo passaggio ho individuato tracce tra i 3,5 e i 4,5 metri. Le derive successive che ho deciso di fare le ho cercate tra quelle che avessero questa profondità.

Piccoli saltelli possono nascondere grandi sorprese

Piccoli saltelli possono nascondere grandi sorprese

Una volta individuata la fascia in cui pescare, dopo è tutta questione di pazienza nel trovarsi nella finestra di attività del pesce e di fortuna nel capitargli davanti alla bocca con la nostra esca. Possono passare ore senza sentire nulla per poi avvertire più mangiate nel giro di pochi minuti.. per questo bisogna rimanere sempre attenti e concentrati. Fondamentale anche utilizzare un’attrezzatura adeguata, leggera per non affaticare il braccio durante l’azione ed in grado durante il combattimento di tenere testa ai grossi siluri che abitano il Grande Fiume.

Nel vertical serve leggerezza, affidabilità e la giusta dose di cattiveria

Nel vertical serve leggerezza, affidabilità e la giusta dose di cattiveria

Ethnic Vertical Cat & Ryobi Luis 5500HX

Ethnic Vertical Cat & Ryobi Luis 5500HX

Ryobi Luis 5500HX

Ryobi Luis 5500HX

La prima deriva non ci dà risultati. Idem la foce di un affluente. A questo punto decidiamo di affrontare la deriva successiva, posizionandoci accuratamente sulla linea di profondità stabilità in base a quello osservato nelle precedenti derive.

Una trattenuta e ferro istintivamente. Il siluro parte velocemente verso destra, troppo velocemente a dir la verità. Ci può essere solo un motivo: averlo allamato per il di fuori. Veniamo trascinati fino a centro fiume senza mai averlo sotto la barca, ma distintamente a parecchi metri, anche quando inverte la rotta ed inizia a risalire controcorrente. Quando finalmente staziona sotto la barca ed inizia ad aggallare, i miei presentimenti si rivelano azzeccati in quanto è allamato a 40 cm dalla coda con un solo braccio dell’ancoretta. Situazione molto al limite, potrebbe sfamarsi da un momento all’altro, specialmente quando tenteremo di effettuare il glowing. Tentare di afferrarlo per la mascella è tutt’altro che una passeggiata. Per ovvi motivi la testa è sempre posizionata sott’acqua di parecchio, spesso troppo distante dalla barca. D’altronde altre soluzioni non ce ne sono, e dopo svariati tentativi di manovra e cambio angolazione, finalmente riesco a portare il siluro a tiro di guanto, ed Alvise riesce ad effettuare correttamente il glowing e ad appoggiarlo sul telo di ricezione che lo attendeva sul fondo della barca. Situazioni come queste dimostrano come la pesca al siluro sia un grande gioco di squadra e di come la cattura sia in realtà da spartire tra tutto l’equipaggio. Non restava che fare una sola cosa ora: la foto in acqua, come da consuetudine con i siluri che superano i 2 metri.. e poco importa se siamo in gennaio e l’acqua è 7°C!

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Dedicare tempo alla ri-ossigenazione è fondamentale anche inverno, a maggior ragione con gli esemplari di una certa mole.

Una buona ossigenazione prima del rilascio

Una buona ossigenazione prima del rilascio

Dopo un bagno fuori stagione, assieme a vestiti asciutti e cala ecco che viene in soccorso un bel the caldo da sorseggiare lentamente, per poter riprendere la pescata con rinnovato vigore e calore.

Primo bagno di stagione!

Primo bagno di stagione!

Riprendiamo a percorrere la stessa deriva, ed il caso vuole che sento nuovamente un attacco, ferro ma dopo pochi secondi il pesce si slama. Peccato perché sembrava anch’esso di taglia interessante. Contemporaneamente, sulla sponda opposta, noto che anche l’amico Luca è impegnato in un combattimento. Sento dalle conversazioni che anche il loro siluro è allamato per la coda. In fase di glowing purtroppo il siluro si slama, lasciando l’equipaggio nello sconforto più totale. Sinceramente non so se queste due catture per la coda siano frutto del caso o siano riconducibili ad un particolare atteggiamento del siluro. Sappiamo per certo che a volte il siluro ha comportamenti bizzarri:  schiaccia con il muso l’esca tra sé ed il fondale, la tocca e basta con i baffi, la pizzica leggermente.. chissà che non rientri in questi atteggiamenti anche il dare anche delle scodate alle potenziali prede esche, vuoi per tramortirla, vuoi per territorialità, vuoi per altri motivi. Quello di cui siamo certi è che allamare un pesce per il di fuori è un’opzione non voluta o cercata, ma esistente nella pesca sportiva, e bisogna prenderne atto. D’altronde facciamo saltellare un’esca sul fondale (che sia un pesce vivo, morto, un’esca in gomma o un’artificiale come quelli distribuiti da diverse aziende del settore proprio per la pesca al siluro) armata di ancoretta, e le probabilità di toccare ed allamare non volutamente un pesce è reale. Ricordo benissimo quando nel 2012 allamai un temolo russo per la coda di 1,48m in Po, mentre ero a verticale. Così come conosco persone che hanno allamato storioni, barbi, carpe, perca. Non c’è da stupirsi.. capita frequentemente anche a spinning o addirittura a break-line!

Verso sera ritentiamo le ultime tre derive, ma a parte una piccola mangiata avvertita da Alvise, non portiamo a guanto nessun altro siluro. Termina così la battuta e ci spostiamo presso il bar del paese per festeggiare come da cabala la cattura. Possiamo ritenerci altamente soddisfatti per aver evitato un cappotto e la pioggia. Io in particolar modo ho catturato un siluro (tra l’altro sopra i due metri) che mancava da luglio, ed evitato il cappotto alla prima uscita.. ora vediamo di completare l’opera come si deve!