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Cara vecchia breakline!

Nel Grande Fiume pescare a pietra è attualmente la tecnica vincente, ma chi come me ha vissuto dai primissimi anni 2000 l’evoluzione della pesca al siluro in Italia, oltre al clonk ha un’altra tecnica nel cuore: la pesca a breakline.

Apparentemente tanto facile quanto catturante, nasconde al suo interno una miriade di varianti, accorgimenti, conoscenza e studio che vanno aldilà del semplice attaccare un pesce vivo alla sponda opposta. Spesso la differenza viene fatta da piccole ma vincenti variazioni, come un’esca fatta lavorare ad una profondità o distanza diversa, dalla presenza di un piombo più o meno grande, da un rigiro di corrente, da come è innescata l’esca. Spesso chi ha padronanza di tali variabili fa la differenza in termini di numero e qualità di catture. Negli anni ho visto più di una volta pescatori catturare un over alla prima uscita a breakline credendo ingenuamente di aver capito già tutto, salvo poi ricredersi nelle uscite successive inanellando una serie di cappotti o piccoli siluri.

Chi invece dimostra padronanza assoluta di questa tecnica e delle sue mille sfaccettature sono Iuri e Filippo dell’Extreme Waller Team, e ne ho avuto prova pochi giorni fa come loro ospite durante una sessione di pesca a breakline!

Terminali da breakline

L’attrezzatura da me utilizzata è la stessa che mi accompagna dal 2011: Ethnic Breakline Cat 3.00m 6lbs + Ryobi AP Power XL 20000 + Momoi Jigline MX8 90lbs. Una combo che non mi ha mai tradito e alla quale sono giunto dopo anni di pescate sul campo.

Montatura da breakline

Ethnic Breakline Cat + Ryobi AP Power XL 20000

Ethnic Breakline Cat + Ryobi AP Power XL 20000

Iuri e Filippo invece utilizzano delle Ehmmans Urian e Sportex Jolokia, armate con dei capienti rotanti Fin Nor.

Fin Nor

Prima di breakkare le esche, il duo toscano perlustra attentamente la zona di pesca, cercando i giusti rigiri sottoponda e scandagliando il fondale in cerca di variazioni significative del fondale. Posizionare boe o cordini correttamente, calcolando l’angolazione e la distanza giusta è altresì una delle cose importanti da fare.

Iuri e Filippo

Battezzati gli spot, si procede con l’innesco (anche questo non banale e soggetto al tipo di esca e al tipo di nuoto che gli si vuol dare) e con la “brekkatura”. Altra cosa importante una volta mezza in pesca ogni canna è verificare l’effettiva funzionalità del sistema: se l’esca lavora alla profondità corretta, se non va ad impigliarsi in ostacoli vicini, se la corrente non la fa spanciare, se lavora nella zona corretta, ecc. Ripetuto tutto ciò per ogni canna, si inizia la trepida attesa.

Inizia l’attesa

Il tramonto è uno dei momenti migliori per la pesca del siluro. Da questo momento in poi il siluro si attiva ed entra in caccia, abbandona la sua tana o zona di riposo per dirigersi lungo il suo percorso di caccia in cerca di prede. Se siamo stati bravi a posizionare su di esso le nostre esche, non dovremo aspettare a lungo. 

La prima a sussultare è la mia canna, posizionata quasi frontalmente. Il siluro non riesce però a rompere la break line, decidiamo quindi di andare a verificare di persona. Troviamo un siluro neanche tanto piccolo, sul 1,50m, che puoi divincolandosi non riesce a rompere la breakline, forse per il ramo troppo “elastico” a cui è collegata. Interveniamo noi slamandolo e riposizionando l’esca. Ne seguirà un altro più piccolo per Iuri che non riuscirà a rompere la break ed una sbrekkata a vuoto. L’attività c’è, ma per ora di siluri medio-piccoli. Per Iuri e Filippo ordinaria amministrazione.. per me un ritorno agli albori vedere così tante mangiate concentra in poco tempo.

Verso mezzanotte la canna di Filippo sbrekka violentemente, usciamo dai sacchi a pelo il prima possibile ed inizia un combattimento in cui abbiamo la meglio portando a riva un bel siluro di 1,96m! Non male!

Sono quasi le 3 di notte quando l’avvisatore della mia canna più a monte, spostata leggermente rispetto all’inizio, dopo un accurato controllo prima di “andare a letto“, mi interrompe il sonno. Esco e ferro deciso. Il pesce mi viene incontro.. in genere significa che è grosso. Quando è ad una decina di metri dalla riva inizia a il combattimento vero e proprio, ricco di testate e cambi di direzione. Me lo godo tutto. Filippo effettua un glowing deciso ed è fatta.. il tutto mentre Iuri dormiva beatamente senza accorgersi di nulla.

Nel proseguo della notte una canna di Iuri sbrekka, ma arriva lungo alla ferrata e si conclude con un nulla di fatto.

Una notte movimentata che ha regalato tra le altre, queste due bellissime catture:

Mirko

Iuri e Filippo

Gli accorgimenti di Iuri e Filippo sono stati decisivi, totalizzando una decina di attacchi e 5 catture.. una notte così a breakline erano anni che non mi capitava! Ringrazio tantissimo l’Extreme Waller Team per questo tuffo nel passato!