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Succede tutto in 15 minuti

Maggio è un mese particolare per la pesca al siluro. In questo periodo ci sono diversi fattori che  possono incidere tantissimo sull’esito della battuta che ci apprestiamo a fare: pensiamo alla frega o alle piogge primaverili che danno origine alle piene. Già questi due fattori possono incidere singolarmente in maniera positiva o negativa.. pensate se questi due fattori arrivano ad interagire tra loro.. il risultato è la più totale confusione in quanto può creare frenesia alimentare o fermare e posticipare il periodo di riproduzione e quindi l’attività di caccia, disorientando di conseguenza il silurista stesso, che non sa se vale la pena di andare a pescare o meno (questo perché un silurista moderno e responsabile, nel periodo di frega non li insidia).

Accade così che l’ultima piena del fiume avviene durante la settimana (quando ovviamente nessuno di noi può andare a pescare), e le condizioni di sabato sono tutt’altro che incoraggianti per la pesca, visto il deciso del calo del livello. Ad un aspetto negativo ne corrisponde tuttavia uno positivo: con la piena l’acqua si raffredda, quindi i siluri difficilmente sono entrati in frega.

Con queste condizioni ed incognite assieme a Stefano ed Alessandro ci apprestiamo a compiere , a distanza di un anno dall’ultima assieme (leggi qui il report), una nuova notturna sul fiume.

Fiume in calo, sole e caldo sono le condizioni che troviamo. Con noi una manciata di piccoli carassi che ci obbligano a reperire con urgenza altre esche.. cosa non scontata quando l’acqua del fiume è ancora sporca. Fortunatamente grazie all’esperienza di Alessandro nella pesca a ledgering, il problema esche viene risolto con la cattura di breme e barbi.

Posizioniamo così i picchetti, prepariamo le canne da pesca ed allestiamo il campo.

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Ethnic Breakline Cat e Ryobi AP Power XL 20000

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Combo Black Cat

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Artiglieria pesante

L’azione successiva è quella dedicata all’individuazione degli spot in cui piazzare le nostre esche. Vanno per primi Stefano ed Alessandro.. il primo si posiziona con entrambe le canne a monte, mentre il secondo a valle. Tocca infine a me: mi rimane la zona centrale caratterizzata da un lentissimo decorso, con una zona caratterizzata addirittura da un ritorno di corrente verso monte. Scandaglio per bene il fondale in cerca del maggior numero di informazioni possibili, e decido di posizionare la prima su una sponda erosa fortemente dall’azione costante della corrente. C’è una sola radice che spunta da questo muro di terra e ad essa aggancio il cordino a cui fissare la break line. Il cordino è lungo al punto di farmi pescare nelle prossimità di un piccolo gradino e poco prima del taglio della corrente. La scelta della mia seconda break invece casca su una zona tranquillissima, quasi disinteressata dalla corrente ma con un fondale di 3 metri. Qui spunta un legno rotto. Ad esso aggancio un cordino. In realtà pesco molto vicino e potrei evitarlo ed agganciare la break line direttamente al tronco.. ma per una comodità di ri-brekkaggio lo faccio.

Finita l’operazione cordini, è tempo di brekkare. Sorge un grosso problema: il meteo. Il sole ha infatti lasciato il posto a nuvoloni neri, anzi nerissimi, carichi di pioggia. Il vento è umido e si sentono distintamente i tuoni avvicinarsi. Facciamo giusto in tempo a posizionare una break di Stefano e ci rifugiamo nella tenda. Inizia a piovere ed a soffiare un forte vento che ci costringe a tenere le stecche della tenda tese con le mani. Poi tuoni e fulmini che cascano non lontano da noi e come se non bastasse ecco la grandine. Dopo un’ora di tempesta il paesaggio è surreale, con nuvoloni plumbei che ci girano attorno e la condensa che si leva dal terreno a causa dello scioglimento della grandine. In questi momenti ti viene da pensare “ma chi me lo fa fare“.. ma poi sei già in barca a posizionare le esche.

In pesca

In pesca

Inizia l’attesa, ingannata dal lusso di un aperitivo sul fiume e dalla preparazione della cena.. per non farsi mancare proprio nulla. Al tramonto il primo sussulto: sbrekka la canna più a monte di Stefano.. purtroppo a vuoto. Verso le 22,30 ormai a fine cena, ecco la mia centralina emettere il fatidico suono. Mi fiondo all’esterno della tenda e inizio a recuperare filo per arrivare a contatto con il pesce. Poi la ferrata decisa e l’inizio del combattimento. Un po’ per scaramanzia un po’ per “mettere le mani avanti” stimo il pesce sul metro e mezzo. Poi però i minuti scorrono, le sfrizionate aumentano e la sensazione di peso che fatica a staccarsi dal fondo è concreta.. non è un pesce piccolo. Ad un tratto sento l’altro mio avvisatore suonare. Stefano si fionda sull’altra mia Ethnic Breakline Cat e ferra deciso. Al contrario mio non mantiene un basso profilo ed esclama: “è grosso anche questo!“. La situazione non è delle più facili.. il mio si è buttato in corrente, mentre l’altro mette a dura prova Stefano. Quando riesco a portare a riva il mio avversario, ci rendiamo conto di avere a che fare con una cattura notevole.. Alessandro lo lega immediatamente per poi correre da Stefano, oramai stremato dal combattimento, per fare il secondo glowing. Anche questo è un pesce che non capita ogni giorno! Come se non bastasse, ecco che sbrekka la canna più a valle di Alessandro. ennesima corsa e combattimento: questa volta è davvero un pesce sul metro e quaranta rilasciato prontamente. Tutto in 15 minuti o poco più.. incredibile!

Riposizioniamo le esche e ci mettiamo sotto al sacco a pelo.. riuscendo a riposarci per tutta la notte.. ma non ci disperiamo.. in fondo abbiamo due grossi motivi per essere già soddisfatti.

Il mattino mi sveglio a causa di uno dei miei avvisatori che suona. Mi fiondo fuori dalla tenda ma la mia canna è correttamente brekkata. Noto allora un filo che la fa muovere. Proviene dalla solita prima canna a monte di Stefano, che ha sbrekkato chissà quando ed il filo, ormai a valle, toccava la mia. Purtroppo è l’ennesima sbrekkata a vuoto.. anche se causa avvisatore scarico non se n’era accorto nessuno.

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Risveglio

Approfittiamo di questa sveglia alternativa per alzarci tutti quanti e smontare il campo. Era giunto il momento di misurare i siluri catturati la sera prima e fotografarli. Faccio scorrere il metro veloce fino ai 2 metri.. poi rallento e mi fermo ogni dieci centimetri. Due e dieci.. due e venti.. ce n’è ancora.. due metri e trentasei! Questo è il più “piccolo” dei due tra l’altro.. catturato da me:

2,36m di pura potenza!

2,36m di pura potenza!

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Testone

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Imponente

Passiamo così a misurare anche il secondo siluro, quello catturato da Stefano. Stesso metodo di misurazione. Veloce fino a due metri per poi rallentare.. due e dieci.. due e venti.. due e trenta.. ce n’è ancora.. due metri e quarantacinque!

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Boccuccia

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Stefano ed Alessandro

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Altra testona

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Si possono notare i primi segnali della frega sul fianco

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Alessandro con le due catture.. d’altronde è merito anche suo!

Accurato rilascio di questi due vecchi abitanti del fiume e facciamo tappa al bar per la colazione, che tocca pagare ben volentieri a me (anche se ho un contenzioso aperto con Stefano.. perché se è vero che il 245 è uscito su una mia canna, posizionata da me dove volevo io.. l’ha recuperato lui!).

In fondo in fondo ce li siamo meritati.. siamo partiti con parecchie incertezze e condizioni non al top, abbiamo dovuto fare esche sul posto, abbiamo dovuto resistere alla tempesta perfetta.. insomma, tanta tenacia andava ripagata!

Incredibile tuttavia come nell’arco di una notte intera, a volte capita che l’attività di tutti i siluri si concentri solamente in una manciata di minuti e basta. A sapere quando accade si potrebbe quasi pensare di non pescare tutta notte.. ma sarebbe troppo comodo!

Visto i segni riconducibili alla frega, i siluri di questo spot li lasceremo in pace per qualche settimana.. se lo meritano!